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La Vitis Vinifera

Monday, November 30th, 2009

Le prime viti selvatiche di Vitis Silvestris popolavano la terra 60 milioni di anni fa, mentre quelle di Vitis Vinifera, l’attuale vite da vino conosciuta come Vite europea nonostante l’origine sud- asiatica, fecero la loro comparsa molto più tardi, probabilmente intorno a due milioni di anni fa, come testimoniano alcuni fossili ritrovati nel travertino di S. Vivaldo in Toscana e di Fiano Romano.

In alcuni territori euroasiatici la coltivazione della vite per produrre vino si fa risalire ad epoche piuttosto recenti, intorno al 5000 a.C., ma le prime viti coltivate ad alberello arrivarono in Italia intorno al 2000 a.C.

La viticoltura del nostro paese non ha però seguito solo le tradizioni greche, perchè  già nell’VIII sec a.C. gli Etruschi utilizzavano gli alberi per sostenere i tralci della vite.

Il destino della Vitis Vinifera ha dovuto lottare contro mille avversità, tra le quali, tra la metà e la fine dell’800, l’attacco dello iodio, fungo parassita giunto dall’America, che colpì in particolare il vigneto francese e lo ridusse  del 90%; ancora  più terribile fu quello della fillossera, insetto parassita dell’apparato radicale della vite, che ha distrutto l’85% del patrimonio viticolo europeo. La Vitis Vinifera

Solo nei primi del ’900, con l’innesto delle viti europee su apparati radicali di origine americana resistenti alla fillossera, è stato possibile  ricostruire il vigneto del vecchio continente, anche se numerosi vitigni  non sono più stati recuperati.

Poichè il problema della fillossera non è stato risolto in modo definitivo, per evitare il ripetersi di tali disastri si continua a ricorrere a tale sistema, utilizzando piedi di origine americana.

La vite

Saturday, November 21st, 2009

 La vite
Per molti secoli la coltivazione della vite si è concentrata in Italia, in Francia e in altri territori  europei  molto più limitati.  Attualmente il vigneto mondiale copre quasi 8 milioni di ettari, dei quali più del 60% si trovano  in Europa. Dagli anni ’50 si è assistito ad un notevole incremento della viticoltura in molte parti  mondo, ma dagli anni ’80 c’è stata un’inversione di tendenza, soprattutto in Italia e in Francia, con una produzione che in questi paesi si attesta attorno ai 50 milioni di hl/anno, a fronte di quella mondiale di circa 260 milioni. Questo trend viene confermato anche dalle ultime vendemmie. In Italia, per esempio, alla fine del millennio, gli oltre 800.000 ettari di vigneto hanno dato grappoli per la produzione di circa 54 milioni di hl di vino, scesi a poco più di 46 milioni nel 2003.  Su questi risultati ha sicuramente inciso il particolare andamento stagionale degli ultimi anni, ma ha giocato un ruolo fondamentale anche l’orientamento verso una minor produzione a vantaggio di un livello qualitativo più elevato. In alcuni paesi extraeuropei, inseriti abbastanza  recentemente nel mondo del vino, i dati  indicano un aumento della produzione, soprattutto in seguito ad un ampliamento della superficie vitata. Veneto, Emilia Romagna, Puglia, Sicilia, Abruzzo, Lazio, Piemonte e Toscana sono le regioni che guidano la classifica della produzione italiana, ma in tutte ci sono zone con le proprie peculiarità  vitivinicole, spesso piccole realtà fortemente condizionate da terreni abbarbicati su pendii scoscesi e difficili  da coltivare, a volte anche da una politica produttiva per lo meno discutibile.

LA PRODUZIONE DI VINO IN ALCUNI PAESI DEL MONDO  (2002 – milioni di hl)                                                                                                                                                                                                                                Francia 50.00; Italia 42.54; Spagna 35.60; Usa 20.30;  Argentina 12.69; Germania 9.88; Sudafrica 7.19; Portogallo 6.70; Cile 5.88; Romania 5.46; Ungheria e Cina 3-4

L’ aumento della richiesta di vino di qualità da  parte di un pubblico competente ed esigente, sempre più spesso in grado di valutare la coerenza del rapporto qualità/prezzo di ciò che gli viene offerto, rende ancora più impegnative le decisioni da prendere in vigna.  La scelta del portainnesto e del vitigno in funzione delle caratteristiche pedoclimatiche, il sistema di allevamento e le tecniche colturali da applicare, il momento della raccolta dei grappoli, sono fattori decisivi per il risultato finale. Anche se (e forse è questo che rende il vino un prodotto così affascinante) ogni vendemmia è un caso a sè. E sole e vento, piogge e gelo, spesso, dicono la loro  in modo determinante.

 La vite