Archive for the ‘sommelier’ Category

L’acino

Saturday, December 19th, 2009

 L’acinoLa parte del grappolo nella quale si concentra tutto ciò che contribuirà a comporre il vino è l‘acino.

L’acino è formato da buccia, polpa e vinaccioli, ognuno dei quali, seppur in modo molto diverso, trasferirà al vino la personalità del vitigno.

Gli elementi meno importanti sono i vinaccioli, piccoli semi presenti all’interno dell’acino, del quale rappresentano circa il 5% del peso, ricchi di sostanze legnose e grasse, dalle quali si può ottenere l’olio di vinaccioli.

Le componenti che potrebbero influenzare maggiormente i caratteri del vino sono i tannini, poco polimerizzati ed in parte simili a quelli del raspo, responsabili di un’eccessiva astringenza. Anche i vinaccioli,di conseguenza,  non devono essere schiacciati durante la pigiatura delle uve nella produzione del vino rosso, mentre in quella di vino bianco vengono addirittura eliminati con le bucce nelle fasi preliminari

L’uva

Saturday, December 12th, 2009

 L’uvaMigliaia di varietà di Vitis vinifera compongono il vigneto mondiale, ma quelle più diffuse  e che ne occupano la quasi totalità sono una cinquantina. Alcune si adattano bene quasi ovunque, come lo chardonnay, i cabernet, i merlot, altre riescono a esprimersi al meglio solo in aree molto ristrette, come il nebbiolo in Piemonte, il teroldego in Trentino, il pignolo e il piccolit in Friuli-Venezia-Giulia, il prosecco in Veneto, i lambruschi in Emilia, il verdicchio nelle Marche, il Sagrantino in Umbria, il fiano in Campania, l’aglianico in Basilicata ed in Campania e il nero d’Avola in Sicilia, per citarne solo alcuni.

I colori, i profumi e i sapori del vino sono influenzati principalmente dal terreno, dal clima dalle tecniche utilizzate in vigna ed in cantina, ma la composizione chimica degli acini nei grappoli di ogni tipo di uva è fondamentale per le sue caratteristiche sensoriali.

Vini ottenuti da trebbiani non avranno mai la stessa persistenza aromatica di quelli ottenuti da moscati o malvasie, come quelli ottenuti da nebbiolo non avranno mai la stessa tonalità  color rubino così compatta come la si può ottenere da un syrah o nero d’Avola.

La qualità nella vigna

Tuesday, December 8th, 2009

- Fattori Interni

genetica del vitigno e del portainnesto

- Fattori esterni

ambiente pedoclimatico

  1. zona: latitudine, altitudine, giacitura, esposizione
  2. clima: temperatura, illuminazione, ventilazione, intensità e periodi delle precipitazioni, microclima
  3. terreno: composizione e struttura chimico-fisico-microbiologica

tecniche colturali

  1. scelta del vitigno e del portainnesto
  2. densità di impianto e sistema di allevamento
  3. potatura di produzione e verde
  4. nutrizione minerale e idrica, concimazione
  5. trattamenti diserbanti e antiparassitari
  6. grado di maturazione tecnologica, fenolica e aromatica
  7. vendemmia

La vigna

Saturday, December 5th, 2009

L’impianto di una nuova vigna crea un piccolo ecosistema, nel quale vitigno, terreno, microclima e tecniche colturali devono interagire alla perfezione per raggiungere i risultati migliori, grappoli d’uva ricchi di colore, zuccheri, sostanze estrattive e profumate, che si esprimeranno in vini di tutte le tipologie, bianchi e rossi, leggeri e strutturati, da bersi giovani e da invecchiamento, fermi, frizzanti e spumanti.
 La vignaLa qualità in vigna viene determinata dalle scelte effettuate nel momento in cui si decide di impiantare un nuovo vigneto. Tra tutte, quelle che scatenano le maggiori discussioni, alla base di due diverse filosofie produttive, sono il territorio e il vitigno.

Da sempre, i francesi cercano di favorire e premiare il cosiddetto terroir, termine che non si riferisce solo alla composizione e alla struttura del terreno, ma tutto ciò che è legato all‘ambiente pedoclimatico ed al microclima. Tutto questo si esprime in modo ancora più specifico al concetto di cru, che coincide con una zona molto ristretta, nella quale la combinazione delle condizioni di clima, terreno e altro ancora, determina la particolarità della produzione. Anche in Italia si tende a privilegiare questo tipo di scelta, che si esplicita nelle Denominazioni di Origine Controllata e Controllata e Garantita.

Diversa è la situazione nei paesi che solo negli ultimi decenni hanno assunto importanza nel mondo della vitivinicoltura mondiale, come California, Cile, Argentina, Australia, Sudafrica e Nuova Zelanda, dove le maggiori attenzioni si concentrano sul vitigno, concetto espresso nel termine varietalism, dal significato chiaro e preciso.

Come sempre, forse, la verità sta nel mezzo, perchè solo la perfetta integrazione tra vitigno e territorio può garantire l’originalità e la tipicità del vino.

La Vitis Vinifera

Monday, November 30th, 2009

Le prime viti selvatiche di Vitis Silvestris popolavano la terra 60 milioni di anni fa, mentre quelle di Vitis Vinifera, l’attuale vite da vino conosciuta come Vite europea nonostante l’origine sud- asiatica, fecero la loro comparsa molto più tardi, probabilmente intorno a due milioni di anni fa, come testimoniano alcuni fossili ritrovati nel travertino di S. Vivaldo in Toscana e di Fiano Romano.

In alcuni territori euroasiatici la coltivazione della vite per produrre vino si fa risalire ad epoche piuttosto recenti, intorno al 5000 a.C., ma le prime viti coltivate ad alberello arrivarono in Italia intorno al 2000 a.C.

La viticoltura del nostro paese non ha però seguito solo le tradizioni greche, perchè  già nell’VIII sec a.C. gli Etruschi utilizzavano gli alberi per sostenere i tralci della vite.

Il destino della Vitis Vinifera ha dovuto lottare contro mille avversità, tra le quali, tra la metà e la fine dell’800, l’attacco dello iodio, fungo parassita giunto dall’America, che colpì in particolare il vigneto francese e lo ridusse  del 90%; ancora  più terribile fu quello della fillossera, insetto parassita dell’apparato radicale della vite, che ha distrutto l’85% del patrimonio viticolo europeo. La Vitis Vinifera

Solo nei primi del ’900, con l’innesto delle viti europee su apparati radicali di origine americana resistenti alla fillossera, è stato possibile  ricostruire il vigneto del vecchio continente, anche se numerosi vitigni  non sono più stati recuperati.

Poichè il problema della fillossera non è stato risolto in modo definitivo, per evitare il ripetersi di tali disastri si continua a ricorrere a tale sistema, utilizzando piedi di origine americana.

E’ un romagnolo il Miglior Sommelier d’Europa

Friday, November 27th, 2009

Luca Gardini, 28 anni, è  stato  eletto Miglior Sommelier d’Europa domenica 15 novembre a San Marino in occasione del prestigioso concorso organizzato da Worldwide Sommelier Association e dall’Associazione Sommelier della Repubblica di San Marino insieme all’Associazione Italiana Sommeliers.

Il ravennate, già campione italiano dei sommelier nel 2004, mette in bacheca un altro prestigioso riconoscimento davanti a 16 tra i migliori sommelier di tutta Europa provenienti da Germania, Irlanda, Israele, Albania, Italia, Lettonia, Paesi Bassi, Polonia, Inghilterra, Slovenia, Spagna, Turchia, Svizzera, Repubblica Ceca, Ungheria.
 E’ un romagnolo il Miglior Sommelier d’Europa

La vite

Saturday, November 21st, 2009

 La vite
Per molti secoli la coltivazione della vite si è concentrata in Italia, in Francia e in altri territori  europei  molto più limitati.  Attualmente il vigneto mondiale copre quasi 8 milioni di ettari, dei quali più del 60% si trovano  in Europa. Dagli anni ’50 si è assistito ad un notevole incremento della viticoltura in molte parti  mondo, ma dagli anni ’80 c’è stata un’inversione di tendenza, soprattutto in Italia e in Francia, con una produzione che in questi paesi si attesta attorno ai 50 milioni di hl/anno, a fronte di quella mondiale di circa 260 milioni. Questo trend viene confermato anche dalle ultime vendemmie. In Italia, per esempio, alla fine del millennio, gli oltre 800.000 ettari di vigneto hanno dato grappoli per la produzione di circa 54 milioni di hl di vino, scesi a poco più di 46 milioni nel 2003.  Su questi risultati ha sicuramente inciso il particolare andamento stagionale degli ultimi anni, ma ha giocato un ruolo fondamentale anche l’orientamento verso una minor produzione a vantaggio di un livello qualitativo più elevato. In alcuni paesi extraeuropei, inseriti abbastanza  recentemente nel mondo del vino, i dati  indicano un aumento della produzione, soprattutto in seguito ad un ampliamento della superficie vitata. Veneto, Emilia Romagna, Puglia, Sicilia, Abruzzo, Lazio, Piemonte e Toscana sono le regioni che guidano la classifica della produzione italiana, ma in tutte ci sono zone con le proprie peculiarità  vitivinicole, spesso piccole realtà fortemente condizionate da terreni abbarbicati su pendii scoscesi e difficili  da coltivare, a volte anche da una politica produttiva per lo meno discutibile.

LA PRODUZIONE DI VINO IN ALCUNI PAESI DEL MONDO  (2002 – milioni di hl)                                                                                                                                                                                                                                Francia 50.00; Italia 42.54; Spagna 35.60; Usa 20.30;  Argentina 12.69; Germania 9.88; Sudafrica 7.19; Portogallo 6.70; Cile 5.88; Romania 5.46; Ungheria e Cina 3-4

L’ aumento della richiesta di vino di qualità da  parte di un pubblico competente ed esigente, sempre più spesso in grado di valutare la coerenza del rapporto qualità/prezzo di ciò che gli viene offerto, rende ancora più impegnative le decisioni da prendere in vigna.  La scelta del portainnesto e del vitigno in funzione delle caratteristiche pedoclimatiche, il sistema di allevamento e le tecniche colturali da applicare, il momento della raccolta dei grappoli, sono fattori decisivi per il risultato finale. Anche se (e forse è questo che rende il vino un prodotto così affascinante) ogni vendemmia è un caso a sè. E sole e vento, piogge e gelo, spesso, dicono la loro  in modo determinante.

Ciao a tutti

Monday, November 16th, 2009

Ciao a tutti,

questo blog nasce da due passioni: una è quella per la famosa bevanda nata migliaia di anni fa, diventata oggi non solo un prodotto da bere e da gustare, ma un vero e proprio fenomeno culturale e di mercato che coinvolge tutto il mondo; l’altra passione è invece per il modo di servire, gustare e capire il vino. Lontano da eccessi e forzature, voglio condividere con i miei lettori e far conoscere loro l’universo affascinante della sommelierie. Se capiremo  cosa c’è dietro e dentro un bicchiere di vino, si schiuderanno le porte di un universo affascinante ed apprezzeremo maggiormente quello che stiamo bevendo.

E’ doverosa una precisazione: questo blog non ha la presunzione di voler dare lezioni a nessuno tanto meno ai professionisti del settore; esso intende rivolgersi alle persone comuni che come il sottoscritto sono attratte da questo universo affascinante, e condividere con loro quello che so ed ho imparato in questi anni.

Un ringraziamento  a queste persone e a tutti i sommelier  che ho avuto la fortuna di avere come maestri.

 Ciao a tutti